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Newsletter Osservatorio Energia Anno XVI n. 181

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Newsletter Osservatorio Energia Anno XVI n. 181

pubblicato il 31-10-2014

In questo numero:

Mercato elettrico


  • Overcapacity sul sistema elettrico: una questione strutturale. La forte overcapacity del sistema elettrico spinge alla messa fuori servizio degli impianti sottoutilizzati, ma la normativa a riguardo è ancora incompleta

  • Market news. Dopo due anni di continue riduzioni la domanda elettrica registra un aumento tendenziale e il PUN torna sopra i 60 €/MWh.

  • Il mercato dei combustibili. Nel corso dell’ultimo mese il Brent è crollato. A guidarne l’andamento è la maggior competizione lato vendita: l’Arabia saudita sta cercando di mantenere le quote di mercato a livello mondiale anche a scapito del prezzo e l’unico vero mercato di sbocco rimane l’Asia.

Energie rinnovabili e clima

  • Revisione del Conto Termico: qualche spunto dal modello britannico? Il Renewable Heat Incentive è un meccanismo più generoso di quello italiano, ma non per questo significativamente più efficace, anche se interessante sotto il profilo dell’accessibilità e dell’efficienza.

  • Market news. Il voto del Consiglio non scuote il mercato della CO2. Prezzi CV e prezzi TEE in diminuzione. Produzione idroelettrica mensile ancora elevata.

Gas naturale

  • Bilanciamento “europeo”: si parte nel 2015? La pubblicazione della proposta SNAM potrebbe accelerare il processo, ma i problemi da superare sono molti, ed è necessario un maggiore sviluppo dei meccanismi di flessibilità, oggi implicitamente regolati nella sessione G-1, perché i benefici del nuovo disegno siano fruibili dal sistema.

  • Componente QVD: si torna al variabile. Dal prossimo gennaio i costi di morosità saranno coperti dalla quota variabile, anche se la componente fissa non scompare del tutto: nonostante una riduzione dell’unpaid ratio quasi tutti i consumatori pagheranno di più, in linea con le richieste degli operatori.

  • Market news. Nonostante una domanda ancora debole e il ridimensionamento dei timori di una possibile crisi invernale il prezzo spot e lo spread con il TTF continuano a salire. La diminuzione del prezzo del petrolio riduce il prezzo atteso dei contratti long term indicizzati.

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