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Smart meter: aspetti tecnologici, economici e regolatori della gestione intelligente della rete - Working paper 15/2017

Pubblicato il: 07-04-2017

L’Italia è il primo paese al mondo ad avere avviato un programma esteso di installazione di smart meter anche per il settore domestico. A 15 anni dall’avvio del processo di sostituzione dei contatori meccanici, la prima generazione di misuratori appare oggi parzialmente obsoleta e non più all’altezza delle nuove esigenze del mercato. Il presente working paper nasce con l’idea di ricostruire gli aspetti tecnologici economici e regolatori che influenzano la decisione di procedere alla sostituzione, con uno sguardo anche alle esperienze di altri paesi europei.

Sistemi di distribuzione chiusi e sistemi semplici di produzione e consumo: tentativo di “reductio ad unum” di un quadro regolatorio complesso - Working paper 14/2016

Pubblicato il: 24-11-2016

Dopo i recenti interventi del legislatore e del regolatore, la disciplina nazionale relativa ai sistemi elettrici di generazione distribuita (sistemi di distribuzione chiusi e sistemi semplici di generazione e consumo) ha raggiunto uno stadio avanzato di organicità e completezza.

Un inquadramento unitario della materia rende possibile evidenziare le opportunità, i rischi e le lacune residue con cui gli operatori si trovano ad avere a che fare.

Scarica il Working paper n. 14/2016

Natural gas consumption in the household sector: the impact of energy efficiency and fuel switching - Working paper 13/2015

Pubblicato il: 26-10-2015
Il gas naturale rappresenta la principale fonte energetica per il riscaldamento nel settore residenziale. Un aspetto chiave per gli operatori del settore è quello degli impatti che le politiche di decarbonizzazione, in particolare quelle per l'efficienza energetica e l'impiego di energia rinnovabile, hanno e avranno sul consumo di gas. Questo lavoro cerca di fornire una risposta alla suddetta domanda attraverso una serie di analisi, sia di tipo top-down, sia di tipo bottom up .

Working paper REF-E La filiera degli usi finali del GNL

Pubblicato il: 06-08-2015
La filiera degli usi finali del GNL, già sviluppata a livello internazionale in base a specifici driver, sta muovendo i primi passi anche nella realtà italiana. Ciò è dovuto alle aspettative di mercato degli operatori interessati, connesse anche al ruolo crescente attribuito alla filiera del GNL nelle politiche energetiche dell’UE. I primissimi casi in Italia, a servizio di utenze industriali off-grid o di distributori di CNG, si stanno diffondendo in assenza di politiche specifiche, nonchè dell’infrastruttura di base, costituita dai punti di approvvigionamento per i mezzi utilizzati nella distribuzione (autocisterne o navi cisterna). La normativa europea ha da tempo riconosciuto il potenziale del GNL come combustibile alternativo, imponendo che entro 2016 ogni paese definisca obiettivi e misure per lo sviluppo delle infrastrutture che possano consentire l’uso del GNL come combustibile nel trasporto marittimo e stradale pesante in sostituzione dei prodotti petroliferi oggi utilizzati. l’Italia ha di recente avviato il processo di definizione di una propria politica di promozione della filiera del GNL, con la Sardegna che portebbe fare da propulsore, avendo rinunciato all’importazione di gas naturale tramite gasdotto. Il settori target sono il trasporto marittimo, il trasporto stradale pesante e le utenze industriali off-grid che nel complesso costituiscono circa l’11% dei consumi finali del paese, che potrebbero essere coperti in larga parte dal gas naturale tramite lo sviluppo della filiera del GNL. Le prime valutazioni condotte da REF-E sulla competitività degli usi finali del GNL nella realtà italiana dei settori target confermano un potenziale di penetrazione significativo in linea con obiettivi delle politiche UE e dei primi scenari elaborati dal Governo. In particolare sono rilevanti gli obiettivi di politica ambientale conseguibili tramite la diffusione del GNL sia in termini di riduzione delle emissioni inquinanti per la qualità dell’aria, che di contenimento delle emissioni di CO2. La diffusione degli usi finali del GNL in Italia richiede però il superamento del gap infrastrutturale nel primo anello della filiera distributiva, con gli interventi possibili presso i terminali esistenti e la realizzazione di una rete di stoccaggi costieri intermedi. Elementi essenziali delle politiche necessarie per lo sviluppo della filiera sono inoltre la stabilità dell’attuale regime fiscale per i prodotti energetici e la funzionalità dei regimi autorizzativi per le nuove infrastrutture necessarie. Misure di sostegno nella fase iniziale di sviluppo della filiera potrebbero essere necessarie per gli investimenti più rilevanti nelle infrastrutture di base della catena distributiva (depositi costieri e navi cisterna) e per la riconversione dei mezzi navali utilizzando gli strumenti offerti a livello UE.

Energia e industria: le recenti riforme e la competitività - Working paper 11/2015

Pubblicato il: 12-06-2015
Le riforme approvate nel biennio 2013-2014 che hanno interessato il costo dell’energia per l’industria italiana hanno perseguito obiettivi in parte in contrasto tra loro. Da una parte le agevolazioni sugli oneri generali di sistema elettrico per gli energivori sono state assegnate sulla base di criteri più selettivi e sono state rimodulate per garantire un sostegno più incisivo ai beneficiari. Dall’altra, sempre nel settore elettrico, un set di interventi ha portato alla riduzione della remunerazione garantita ai produttori da fonti rinnovabili e delle esenzioni e agevolazioni riconosciute a talune categorie di consumatori (tra cui RIU e SEU e consumatori interrompibili), al fine di liberare risorse per le PMI. Nel settore gas invece la riforma sugli oneri di sistema è risultata poco efficace nel sostenere i grandi consumatori. REF-E stima che nel 2015 l’effetto netto delle riforme porti un risparmio in bolletta, rispetto al caso di assenza di riforme, del 10-15% per un energivoro e inferiore al 3% per una PMI allacciata in MT. Per i grandi consumatori in configurazione RIU o interrompibili, l’aggravio di spesa derivante dalle modifiche alla disciplina di questi 2 strumenti dovrebbe avere un impatto limitato, se si considera che le agevolazioni sulle componenti A rappresentano da sole quasi la metà del valore delle agevolazioni riconosciute a questi soggetti. Per l’anno in corso contribuisce al risultato in bolletta per circa 0.25 €cent/kWh, per tutte le categorie di consumatori, la riforma con impatto una tantum delle modalità di erogazione degli incentivi alla fonte solare. Nei prossimi anni nuovi rischi e opportunità per le imprese potrebbero derivare dall’evoluzione della disciplina dei SEU e dalla riforma della fiscalità energetica.

Un approccio econometrico per la modellizzazione e previsione congiunta dei prezzi elettrici day ahead europei - Working paper 10/2014

Pubblicato il: 09-04-2014
La forte spinta regolatoria verso l’integrazione dei mercati nazionali e l’implementazione del comune disegno di mercato tratteggiato dall’Electricity Target Model suggeriscono l’opportunità di utilizzare un approccio europeo nella modellizzazione dei prezzi elettrici. Questo lavoro propone pertanto una modellizzazione e previsione congiunta dei prezzi elettrici day ahead di otto paesi europei (Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Olanda, Slovenia e Svizzera) in grado di cogliere le complesse interdipendenze dinamiche presenti tra i rispettivi mercati elettrici. Sono state così effettuate delle previsioni dei prezzi elettrici day ahead per il periodo 1 luglio 2013-31 dicembre 2014, condizionatamente a specifici scenari di evoluzione del carico elaborati da REF-E nel caso italiano e da governi, autorità di regolazione o gestori di rete per i restanti sette paesi. È stata inoltre analizzata la sensitività delle previsioni rispetto a variazioni delle assunzioni sul livello del carico.

State and trends of Waste-to-Energy in Italy - A preliminary assessment - Working paper 9/13

Pubblicato il: 05-12-2013
Lo studio si basa sul disegno di due scenari di medio termine sulla gestione dei rifiuti in Italia, l’uno di buona performance, l’altro di ritardo nel raggiungere gli obiettivi comunitari. I risultati suggeriscono come il potenziale di recupero energetico e più nello specifico di termovalorizzazione possa provenire per larga parte dallo sfruttamento dei rifiuti speciali attualmente smaltiti in discarica. A riguardo, tuttavia, è necessario sviluppare approfondimenti sull’effettiva disponibilità dei suddetti flussi di rifiuti, e sulla possibilità che gli stessi siano destinati a recupero di materia. Il confronto tra i flussi di rifiuti urbani potenzialmente trattabili nel medio termine, e la capacità di termovalorizzazione attuale segnala un evidente mismatch: la domanda di termovalorizzazione potrà essere più forte nelle regioni meridionali, mentre le regioni settentrionali si trovano già in una situazione di sovracapacità. Da questa prospettiva deriva una questione fondamentale: l’attuale sistema di gestione decentrato, fondato sul divieto di trasporto di rifiuti urbani tra regioni, è preferibile e più opportuno di un modello centralizzato, in cui la capacità di trattamento fosse concentrata in un numero relativamente ridotto di impianti? Quali sarebbero gli impatti economici e ambientali di un modello differente dall’attuale?

The Italian end user gas market for the industrial sector: new prices, new paradigms - Working paper 8/2013

Pubblicato il: 15-10-2013
La nuova edizione della survey REF-E sui prezzi del gas, che analizza l’evoluzione della concorrenza gas-to-gas attraverso il confronto tra il prezzo medio atteso dei contratti al momento della chiusura e il valore atteso di un riferimento di prezzo, interessa un periodo contraddistinto da cambiamenti radicali. I risultati confermano che tali mutamenti hanno contribuito alla crescita della liquidità del mercato all’ingrosso e messo in crisi i paradigmi tradizionali basati sull’indicizzazione ai prodotti petroliferi, sono stati riflessi nelle negoziazioni per le forniture dei consumatori industriali e hanno rapidamente sostituito i contratti con prezzi indicizzati al petrolio con contratti a prezzo fisso o prezzo indicizzato agli hub del gas. I margini attesi sul prezzo di riferimento sono scesi in modo sostanziale e velocemente, confermando così che il mercato ha raggiunto un buon livello di concorrenza.

Tariffe elettriche specifiche per le pompe di calore - Working paper 7/2013

Pubblicato il: 10-06-2013
La pompa di calore (PDC) è una delle tecnologie che svolgeranno un ruolo chiave per il conseguimento dei target di decarbonizzazione del settore energetico. Tuttavia, i primi dati sui progressi dell’Italia verso gli obiettivi 2020, e i dati di vendita degli apparecchi mostrano, per l’impiego di PDC, un trend che non consentirebbe di raggiungere gli obiettivi individuati in sede di pianificazione. Il DM 28 dicembre 2012 prevede che l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas definisca “tariffe elettriche specifiche” per la diffusione delle PDC, con lo scopo di promuovere il raggiungimento degli obiettivi nazionali di politica energetica, climatica e ambientale. In effetti, gli attuali regimi tariffari applicabili alle PDC elettriche, basati sul criterio di progressività e penalizzazione delle classi di utenti che hanno consumi più elevati, non contribuiscono a rendere i costi variabili dell’impiego di PDC più contenuti di quelli dell’opzione “gas”, non riflettendo il risparmio di energia primaria, né il contributo al consumo di energia rinnovabile, che la tecnologia permette di conseguire. Nel caso delle PDC, come in quello delle altre tecnologie “elettriche” in grado di produrre risparmi di energia primaria, l’applicazione dell’attuale regolazione tariffaria entra perciò in contraddizione con gli obiettivi di tutela ambientale e uso efficiente delle risorse. L’analisi delle opzioni per la definizione di tariffe specifiche per le PDC, in ragione dei benefici climatico-ambientali della tecnologia, deve collocarsi necessariamente nella più ampia valutazione dei processi di riforma che interessano la regolazione tariffaria del settore elettrico, che mirano ad aumentare la cost-reflectiveness delle tariffe e allo stesso tempo contenere i costi per il consumatore finale, con particolare attenzione alle fasce deboli o più esposte alla concorrenza, anche in termini di gradualità delle modifiche tariffarie. Nell’ottica di individuare una soluzione coerente con i suddetti obiettivi, è stata valutata l’ipotesi di fissazione di una tariffa cost-reflective, priva di componenti di sussidio, sia rispetto ai costi di rete (applicazione della “tariffa di riferimento”, D1), sia rispetto agli oneri generali di sistema.

Efficienza energetica nei trasporti: stato e prospettive - Working paper 6/2013

Pubblicato il: 09-05-2013
I consumi del settore trasporti rappresentano in Italia oltre il 30% della domanda finale di energia. Il 93% è costituito da prodotti petroliferi, di cui i trasporti assorbono il 65% dei consumi nazionali. I trasporti sono il settore che ha maggiormente incrementato le proprie emissioni dal 1990 a oggi. Con questo quaderno REF-E intende fornire un contributo di analisi del settore, focalizzando l’attenzione sui suoi consumi energetici e sulle relative emissioni di CO2. L’efficienza complessiva del servizio di trasporto è il risultato di variabili che agiscono su almeno quattro livelli funzionali: la produzione delle fonti energetiche, l’efficienza nella trasformazione in locomozione, le condizioni e i modi d’uso del servizio. A questo schema si sovrappone la sussidiarietà tra gli Stati all’interno dell’Europa fino all’ultimo miglio di competenza locale. Negli ultimi anni si sta assistendo a un moltiplicarsi di politiche e misure ai diversi livelli. In tale percorso si sta manifestando una separazione tra gli obiettivi della politica dei trasporti e quelli della politica energetica. In Italia vi sono “pezzi” di politiche e misure, anche avanzate nel confronto con altri Paesi europei, ma segmentate tra i diversi livelli funzionali e ancora poco efficaci sul sistema nel suo complesso. La necessaria, e non più remota, trasformazione del settore avrà un impatto nella riconfigurazione dei sistemi energetici, con particolare riferimento al settore elettrico. Proprio per affrontare questi passaggi il quaderno raccoglie i fondamentali del settore, i suoi consumi energetici, le emissioni, le fasi che ne condizionano l’efficienza energetica finale, le policy esistenti a livello europeo e nazionale e la struttura della sua governance. Il quaderno quindi, con il supporto di un modello di simulazione di traffico di ampia scala, si sofferma su 5 casi: l’auto elettrica, i consumi energetici delle ferrovie, le assicurazioni auto, lo speed management ed i crediti di mobilità per offrirne un’analisi in ottica energetica e qualche spunto di regolazione.