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Scenari REF-E aggiornamento I2022 Marzo-Aprile 2022

Geopolitica ed economia rimodellano la struttura del mercato energetico


L’invasione dell’Ucraina costituisce una significativa discontinuità che richiede una revisione delle premesse su cui si basano gli scenari energetici di lungo periodo. L’incommensurabile tragedia umanitaria si combina con il dissesto economico e con un nuovo scenario geopolitico ancora da definire, che sarà probabilmente il fattore determinante per il futuro energetico del continente europeo. Le previsioni sui mercati gas ed energetico devono prendere in considerazione le diverse ipotesi economiche e geopolitiche derivanti dalla durata della guerra. Il modo in cui la crisi si svilupperà, ed eventualmente finirà, e come l'Unione Europea e ogni singola nazione reagiranno agli inevitabili cambiamenti generati dal deterioramento delle relazioni diplomatiche e commerciali con la Russia sono diventate determinanti chiave per il futuro equilibrio dei mercati energetici. In questa prospettiva sono stati definiti tre scenari distinti.


Worst Case Scenario
Prezzi permanentemente alti e fallimento della transizione energetica

Si tratta dello scenario in cui la Russia riesce a consolidare la sua presenza a Kiev e in Ucraina, con un alto rischio che il conflitto duri oltre 10 anni. Questo avrebbe conseguenze economiche e commerciali drammatiche, portando a una seconda guerra fredda di lunga durata, che porterebbe a:
  • interruzioni definitive delle relazioni commerciali e degli scambi, con pesanti sanzioni, blocco di import-export e ritorsioni economiche
  • interruzione della fornitura di materie prime provenienti dalla Russia e prezzi elevati persistenti
  • forte o totale riduzione degli arrivi di gas, petrolio e carbone dalla Russia: i contratti di lungo termine del gas potrebbero non essere onorati e il Nord Stream 2 sarebbe definitivamente dismesso
  • crescita negativa dell’economia europea nel lungo periodo (10 anni)
  • fallimento della transizione energetica: carbone, petrolio e gas manterrebbero un peso preponderante nel mix produttivo
  • sospensione del meccanismo ETS
Un'interruzione quasi totale delle forniture di gas dalla Russia impedirebbe agli stoccaggi di raggiungere i già bassi livelli dello scorso anno, mettendo a rischio la sicurezza del sistema e mantenendo i prezzi sotto pressioni rialziste fino alla fine del decennio. Una ridistribuzione delle rotte del gas, con il possibile reindirizzamento delle forniture russe in Asia e del GNL statunitense in Europa, combinato con un aumento delle importazioni dal Nord Africa potrebbe favorire un riequilibrio del mercato. Gli investimenti in infrastrutture, per garantire l'efficienza di un nuovo profilo distributivo europeo, richiederebbero comunque tempo, e il ritorno alla produzione termoelettrica a carbone e a un eventuale sistema di quote che limitino i consumi, potrebbero durare nel medio termine. I prezzi elevati del gas si rifletterebbero sui prezzi dell'elettricità, con un forte impatto su inflazione e domanda, alimentando un circolo vizioso di contrazione economica, bassi investimenti, prezzi elevati, basso potere d'acquisto e domanda. In condizioni così estreme, il sistema ETS CO2 potrebbe essere sospeso nel tentativo di limitare la salita dei prezzi.


Reference Scenario
Prezzi temporaneamente alti e ritardo nel percorso della transizione energetica

È il caso di un accordo diplomatico parziale, in parte sostenuto dall'Occidente, che lascerebbe in essere tensioni diplomatiche e commerciali. Ciò potrebbe richiedere che l'Ucraina accetti un trattato di neutralità consentendo un avvicinamento all'Occidente, sostenuto dagli aiuti alla ricostruzione, mentre la maggior parte delle sanzioni alla Russia dovrebbe essere revocata. Ciò porterebbe a:
  • la progressiva ripresa dei rapporti commerciali e dei flussi commerciali, nonostante il mantenimento di alcuni divieti e sanzioni all'import-export
  • ripresa delle forniture di materie prime e progressiva normalizzazione dell'andamento dei prezzi a partire dal 2023
  • ripresa degli arrivi di gas, petrolio e carbone dalla Russia (garantiti i flussi di gas relativi ai contratti di lungo termine)
  • aumento delle forniture di gas da rotte alternative che limiterebbe il potenziale rialzo dei prezzi
  • contrazione economica dall'1.5% al 2.0% nei prossimi due anni, seguita dalla ripresa e dalla crescita degli investimenti
  • il processo di transizione energetica potrebbe subire un rallentamento legato alla contrazione economica e alla riduzione degli investimenti, ma dovrebbe poi riprendere e accelerare, favorito anche dalla volontà di ridurre la dipendenza approvvigionamenti dalla Russia
  • le riforme del sistema ETS subiscono un ritardo per evitare ulteriori pressioni sui prezzi dell'energia nel breve termine
La riduzione delle forniture di gas dalla Russia (in questo scenario viene ipotizzato che si stabilizzino sui livelli attuali) non impedirebbe agli stoccaggi europei di raggiungere livelli (sotto la media) o addirittura superiori allo scorso anno, qualora venissero attuate misure speciali da parte della Commissione UE. Una redistribuzione geografica dei flussi di gas, con parte delle forniture russe che potrebbero essere reindirizzate in Asia e il GNL statunitense in Europa. Un aumento degli arrivi dal Nord Africa sarebbe fondamentale anche per riequilibrare il mercato. Gli investimenti in infrastrutture per garantire l'efficienza di un nuovo profilo distributivo europeo sarebbero significativi e potrebbero temporaneamente sottrarre risorse allo sviluppo delle FER. La transizione energetica rimarrebbe comunque al centro dell'attenzione e una volta garantite le forniture di gas il quadro normativo dovrebbe favorirne l’accelerazione. Le riforme del sistema ETS volte a un suo rafforzamento, inizialmente pensate per essere implementate a partire da quest’anno potrebbero subire ritardi per evitare ulteriori pressioni sui prezzi dell'energia durante il periodo di contrazione economica. Il ruolo chiave l'ETS sarebbe temporaneamente limitato allo switch tra carbone e gas e verrebbero adottate altre misure più efficaci per sostenere il processo di transizione. I prezzi del gas potrebbero rimanere sotto pressione fino alla fine della prossima stagione invernale, ma non è da escludere l’attuazione di misure speciali per limitare il rialzo. Ciò si rifletterebbe sui prezzi dell'elettricità e inizialmente peserebbe sulla domanda.


Best Case Scenario
Prezzi bassi e accelerazione della transizione energetica

Questo scenario si verificherebbe nel caso in cui venisse raggiunto un accordo diplomatico pienamente sostenuto dall'Occidente e dalla Cina oppure si verificasse un cambio di regime in Russia con l’insediamento di un governo filo-occidentale. L'Ucraina potrebbe accettare un trattato di neutralità aprendosi verso l'economia occidentale, con la possibile inclusione nell'UE. Gli aiuti alla ricostruzione sarebbero massicci e tutte le sanzioni alla Russia verrebbero revocate. Ciò porterebbe a:
  • la ripresa rapida dei rapporti commerciali e dei flussi commerciali, a seguito dell'immediata e totale revoca dei divieti e delle sanzioni all'import-export
  • il ritorno dell'offerta di materie prime, con prezzi che tenderebbero rapidamente al ribasso
  • la piena ripresa degli arrivi di gas, petrolio e carbone dalla Russia (garantiti i flussi relativi ai contratti gas a lungo termine e approvato il Nord Stream 2 entro la fine dell'anno)
  • all’aumento delle forniture di gas da rotte alternative, rafforzando la spinta al ribasso dei prezzi
  • una contrazione dell’economia inferiore all'1.5% nei prossimi due anni, seguita da un deciso rimbalzo guidato da una rapida ripresa degli investimenti
  • accelerazione della transizione energetica sostenuta da riforme coordinate, delibere amministrative e importanti investimenti privati
  • il sistema ETS rimane solo temporaneamente limitato allo switch tra carbone e gas, mentre vengono adottate altre misure più efficaci per sostenere il processo di transizione a breve termine
Una piena ripresa delle forniture di gas dalla Russia (in questo scenario si ipotizza che tornino ai livelli pre-crisi) consentirebbe agli stoccaggi europei di raggiungere i livelli dell'anno scorso, con il supporto anche di misure speciali attuate dalla Commissione UE. Ciò consentirebbe una rapida discesa dei prezzi del gas e la liberazione di risorse per incentivare sia una ridistribuzione geografica dei flussi di gas sia il processo di transizione energetica. Le riforme del sistema ETS potrebbero essere temporaneamente sospese a favore di meccanismi di una transizione amministrata, che garantirebbe un processo più rapido attirando investimenti privati all’interno di un certo quadro normativo. Lo scopo del ETS resterebbe quello dello switch tra da carbone e gas. Un costante andamento al ribasso dei prezzi del gas si rifletterebbe sui prezzi dell'elettricità che incentiverebbero la domanda e la ripresa economica.

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Gli scenari REF-E sono studi di mercato completi, elaborati quadrimestralmente, che prospettano l’evoluzione del mercato elettrico italiano con orizzonte al 2040. La documentazione che li accompagna mette il lettore nelle condizioni di approfondire le assunzioni metodologiche e la conoscenza dei principali risultati presentati. In particolare, gli scenari evidenziano:

  • i prezzi dei combustibili
  • la domanda di energia elettrica
  • lo sviluppo della rete di trasmissione
  • la capacità di produzione da fonti rinnovabili
  • la generazione termoelettrica
  • la strategia di mercato
  • la sicurezza e adeguatezza del sistema
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